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Come lodare un bambino

Vaso di girasoli, da Van Gogh, tempera, 5 anni

 

Sbagliando s’impara

E’ credenza diffusa che lodare un bambino fa bene al suo ego, alla sua autostima, e questo in generale, non solo per quanto riguarda l’apprendimento delle lingue. Ma attenzione, c’è lode e lode...!

La tendenza è spesso quella di lodare il bambino per le sue capacità, per la sua intelligenza, per quanto si sia dimostrato sveglio, pensando in questo modo di incoraggiarlo a fare sempre meglio. Ebbene, le dottoresse Carol Dweck e Claudia Mueller  hanno esaminato la questione da vicino e sono giunte alla conclusione che questo tipo specifico di lode è invece controproducente per il bambino. Il saggio, pubblicato sul Journal of Personality and Social Psychology (1998), descrive gli esiti di 6 studi condotti su bambini in diverse situazioni con lo scopo di verificare se, in seguito a lodi per la loro intelligenza, raggiungessero gli stessi risultati rispetto ai bambini lodati invece per gli sforzi copiuti, e cio’ sia che i risultati fossero poi positivi che negativi.

 

Stando alla teorida della Dweck e della Mueller, il bambino, sentendosi lodato per la sua intelligenza, che lui percepisce come una capacità innata, facente parte indissolubile di sé, innanzi tutto tenderà in futuro ad applicarsi di meno, pensando di essere sostenuto da questa forza intrinseca che è la sua intelligenza, poi sarà terrorizzato all’idea di mostrare le proprie debolezze, smentendo il giudizio di intelligenza che gli era stato precedentemente attribuito. Quindi farà di tutto per evitare le sfide in cui potrebbe incappare in errore, rischiando di dimostrare l’infondatezza del giudizio positivo guadagnatosi senza sforzi.

La scoperta è tanto più interessante se la si applica alla questione dell'apprendimento linguistico. Vi è sicuramente capitato di fare il discorso "è portato o meno per le lingue". Visto alla luce dello studio in questione, un’affermazione del genere esimerebbe il bambino dal fare degli sforzi per imparare una lingua, che dovrebbe invece entrargli in testa in virtu’ dei poteri magici del suo talento.

E’ indubbio che il talento esista, ma, a quanto sembra, la lode andrebbe rivolta piu’ agli sforzi compiuti dal bambino per ottenere un dato risultato, sottolineando il suo impegno, il duro lavoro, l’applicazione grazie a cui ha raggiunto il risultato ottenuto.

L’articolo sottolinea un altro aspetto che potrebe avere un impatto negativo sul bambino, cioè che potrebbe percepire l’intelligenza come un elemento statico, esistente di per sé, immutabile. Quindi, la dimensione dell’errore non rientra piu’ in questo quadro, anzi l’errore smonterebbe l’immagine che il bambino si è costruito di se stesso.

A questo punto mi sento di soffermarmi ancora un momento sulla questione già affrontata del dire sempre la verità: alla luce di quanto detto risulterebbe ancora più importante sottolineare l’errore, quando c’è, e non far finta che non si sia verificato. Anzi l’errore c’è ed è bene che ci sia perchè ci permette di imparare. Il vecchio detto "sbagliando s’impara" non sta li’ invano. Tutti possono sbagliare, facciamolo vedere ai nostri figli che anche noi genitori sbagliamo, che anche noi ci impegniamo per raggiungere risultati, che nulla cade dal cielo.

E’ per questo che mi viene da pensare che dire sempre la verità ai propri figli sia la strada del successo anche per loro, per non illuderli, per dar loro gli strumenti per superare gli errori. E diciamo loro anche la verità su di noi: anche noi genitori sbagliamo e impariamo dai nostri errori e essere intelligenti vuol dire piuttosto saper imparare dai propri errori.

Insomma, in conclusione dobbiamo pesare le parole perchè anche un "bravo!" puo’ essere nocivo.... ma non esageriamo neanche, e se ci scappa nella situazione sbagliata, lo avremo fatto sempre per amore....!

 

 

 

 

Commenti  

 
0 #5 Giovanna 2012-01-23 09:34
Grazie Estella, mi fa molto piacere che la mia ricerca sia utile agli altri.
Citazione
 
 
0 #4 Estella 2012-01-22 22:41
Cara Giovanna,
il tuo articolo esprime molto bene quello che io sento e vivo direttamente, in particolare con i miei due figli grandi.
Complimenti per il tuo sito!
Estella
Citazione
 
 
0 #3 Giovanna 2011-10-10 07:09
Grazie A. per il tuo contributo. Spero che anche nella pratica funzioni come nella teoria.

Per quanto mi riguarda, cerco di applicare questo principio il più spesso possibile con i miei bambini, ovviamente i risultati si vedranno a medio-lungo termine!

Il nostro motto a casa, ripreso da un testo per le scuole elementari (Progetto ABACO, Giunti), è:

SE CI PROVI, CI RIESCI !

A mio figlio piace tanto e gli dà tanto coraggio!
Citazione
 
 
0 #2 A. 2011-10-09 18:09
Anche questo articolo (e lo studio che c'è dietro, di Jason Moser che parte proprio dalle ricerche della Dweck) lo conferma:
m.wired.com/.../...
Citazione
 
 
0 #1 Daniela 2011-06-09 07:50
Grazie mille Giovanna, per questo utilissimo post. Proprio oggi pensavo a qualche strategia per migliorare l'autostima nei bambini e mi sembra che questo sia un utilissimo spunto di riflessione.
Citazione
 

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