se condividi i nostri obiettivi, sostienici !!!!!

Newsletter  

Ricevi aggiornamenti su attività e dal blog Bilinguismo:istruzioni per l'uso !

Italobimbi aderisce a  

Partner  

Zweisprachigkeit

 

I vantaggi del bilinguismo

Giornata di sole, pastelli, 4 anni

A cos'altro serve il bilinguismo?

Per rispondere a questa domanda vi invito ad ascoltare l’intervista condotta alla dott.ssa Amy Weinberg, università del Maryland.

 

Tra le altre cose, la dott.ssa Weinberg sostiene che i bilingui si allenino continuamente a concentrarsi nell’uso di una delle (almeno) due lingue conosciute, cercando di sopprimere temporaneamente l’altra quando non ne è richiesta l’attivazione. Tale esercizio li renderebbe più atti a concentrarsi in genere, aumentando la loro capacità di focalizzare l’attenzione su un problema eliminando i fattori di distrazione.

In conclusione, conoscere più lingue ci rende più elastici, conferisce alla mente quell’agilità che ci permette di concentrarci meglio da un lato, ma anche di occuparci di cose diverse dall’altro, ci rende multitask, insomma ci fa bene!

Come abbiamo visto sopra, diversi fattori intervengono in questo processo. Primo fra tutti l’età di acquisizione della seconda lingua e, di conseguenza, il tempo della nostra vita trascorso da bilingui. Più è lungo e più si accentuerebbero queste attitudini ad una maggiore flessibilità.

Altro elemento da non sottovalutare è il tempo effettivo che abbiamo trascorso utilizzando le lingue conosciute. Questa considerazione mi permette di aggiungere che se la lingua è conosciuta solo passivamente gli effetti benefici non saranno poi così evidenti. E ciò ci rimanda alle speculazioni scaturite da una definizione del bilinguismo di cui ci siamo occupati in precedenza, ovvero che bilingui si diventa se, oltre all’esposizione ad una lingua, vi è anche interazione. Ora, al di là della definizione di bilingue, gli studi confermano che gli effetti positivi si registrano proporzionalmente al tempo di utilizzo della lingua.

Ultimo, ma non meno importante, è il livello di conoscenza dell’idioma: tanto più approfondita è la conoscenza della lingua, tanto maggiori saranno i benefici che ne trarrà la nostra salute mentale.

Mi sembra di capire, anche se non viene esplicitamente detto, che i tre fattori siano interdipendenti e imprescindibili l’uno dall’altro, ovvero se, per ipotesi, una persona ha imparato una lingua solo a tavolino e non la parla (i traduttori di professione, ad esempio, possono essere in grado di tradurre anche da lingue che conoscono solo dai libri, ma che non parlano, magari in casi in cui si conosce invece approfonditamente una lingua affine).

Ebbene, in questo caso lo sforzo mentale è solo parziale e, mancando l’aspetto attivo ed essendo il contatto con la lingua probabilmente limitato nel tempo, i benefici che se ne trarrebbero sarebbero nettamente minori. Ciò non toglie che si tratterebbe sempre di una forma di allenamento mentale che non può certamente nuocere. Tuttavia, mi sento di poter osare trarre la conclusione che i tre elementi debbano essere concomitanti per confermare gli esiti degli studi condotti.

Aggiungi commento

Sono benvenuti commenti in inglese, francese, tedesco, spagnolo, portoghese, olandese, svedese!
Comments in English, French, German, Spanish, Portugues,Dutch and Swedish are welcome!


Codice di sicurezza
Aggiorna

Forse ti potrebbe anche interessare...

   
| Mercoledì, 07. Dicembre 2016 || Joomla || Web Agency: Dazo.it Template: LernVid.com |