Come appassionare i bambini all’ampliamento del vocabolario: preparate una “marmellata di parole”!

By Daniela
Come insegnante e genitore avrete tutto l’interesse a stimolare i vostri figli alla lettura e sicuramente vi piacerebbe che i vostri figli imparassero tante nuove parole e fossero felici poi di usarle.
Ecco una utile e simpatica ricetta che farà divertire voi e i bambini.
Ingredienti per un grande barattolo di marmellata di parole: un libro adatto all’età e ai gusti dei vostri interlocutori, barattolo di marmellata vuoto, carta di differenti colori, forbici lisce e a zig zag.
Preparazione
Riunite i bambini in un cerchio attorno a voi e leggete la storia una prima volta. Poi rileggetela chiedendo ai bambini di concentrarsi sulle parole, quelle che non conoscono, quelle buffe, quelle che mettono loro paura, quelle dolci e tenere.
Ogni volta che durante la lettura incontrerete una parola che per un motivo o un altro piace ai bambini, vi fermerete e loro riscriveranno la parola su un bigliettino di carta ritagliato da loro. Potranno scriverla sul cartoncino rosa se si tratta di una parola dolce, su un cartoncino giallo se fa paura, ecc…
Mettete tutte le parole nel barattolo. Alla fine preparate un’etichetta con la scritta “marmellata di parole”.
Si tratta di un esercizio utile per l’arricchimento del vocabolario, per esercitarsi con l’ortografia e per stimolare la creatività.
Le parole raccolte serviranno poi per confezionare una crostata o un pasticcio di parole…. cioè una storia…!
Questa è una delle tantissime attività con i libri, che ho letto in un bellissimo libro di Philippe Brasseur, 1001 attività per raccontare, esplorare, giocare e creare con i libri, edito dalla Lapis. Un libro che insegna ad amare i libri.
Come si rivede un testo

Forse vi sorprenderà, ma la parte più importante della scrittura di un testo è la revisione!
Ecco i consigli di Italo per rivedere i vostri testi.
Una volta preparato uno schema di quello che volete scrivere, durante la stesura vera e propria potete lasciarvi andare e mettere liberamente su carta tutti i vostri pensieri. Specialmente se scrivete al computer, non abbiate paura di scrivere troppo.
Poi alzatevi, chiudete il vostro documento, o chiudete il quaderno su cui state scrivendo e fate una pausa, meglio una passeggiata.
Dopo un po’ risedetevi alla scrivania. Riprendete il vostro testo e guardatelo con occhio critico, molto critico.
1) Correggete gli errori. Scappano sempre a tutti. Controllate le doppie, gli apostrofi, gli eventuali calchi linguistici.
2) Attenti ai tempi. Decidete una volta per tutte se state usando il tempo presente o passato. Non cominciate una frase con il presente, per poi terminare a tradimento con il passato.
3) Usate un buon dizionario dei sinonimi. Questo tipo di dizionario è il vostro migliore alleato. Eviterete di usare la parola “amici” 50 volte in un testo. Perché il vostro stile sia istantaneamente più elegante e scorrevole imparate a lavorare con i sinonimi. Quindi via libera a: compagni, alleati, ragazzi, ecc…
4) Usate parole specifiche al posto delle parole più comuni. Ad esempio al posto di “scrivere un contratto” utilizzate l’espressione “redigere un contratto”. Alcune parole si attraggono l’una con l’altra in modi consolidati dall’uso linguistico. Queste “attrazioni” si chiamano combinazioni lessicali.
5) Evitate anche le ripetizioni degli stessi concetti, seppur con altre parole. Tagliate e sfrondate senza pietà. Non è raro che i grandi scrittori riempiano pagine su pagine durante la giornata, per poi cancellare quasi tutto e ottenere una sola paginetta la sera.
Il dizionarietto della strega

Il dizionarietto della strega e la pozione magica (per ampliare il vocabolario dei bambini)
Fine ottobre, tempo di streghe e fantasmi. Stiamo pensando ad Halloween, festa di tradizione americana, o meglio una festa di origine celtica, arrivata in America con gli emigranti europei e poi riesportata nella vecchia Europa negli ultimi anni. Quale migliore occasione per ampliare il vocabolario dei bambini facendo far loro conoscenza di termini arcaici e un po’ desueti che esulano dal loro vocabolario quotidiano e familiare? (E a che ci siamo li faremo anche esercitare con plurale e singolare dei termini imparati).
Il nostro Italo ha preparato un dizionarietto per apprendisti streghe e stregoni, di indubbia utilità per chi vorrà cimentarsi nella preparazione di intrugli e pozioni magiche.
I tipi di strega
la strega/ le streghe
lo stregone / gli stregoni
il mago/ i maghi
la maga / le maghe
L’attrezzatura della strega
il calderone / i calderoni
il pentolone/ i pentoloni
la scopa / le scope
il libro degli incantesimi
la pozione magica / le pozioni magiche
Gli animali da compagnia della strega
il pipistrello / i pipistrelli
il ragno / i ragni
il gatto nero / i gatti neri
la rana / le rane
Dentro l’armadio della strega
il cappello a punta / i cappelli a punta
il mantello / i mantelli
le scarpacce vecchie e rovinate
le calze a righe gialle e nere
Dentro la dispensa della strega
la zucca /le zucche
lo scheletro / gli scheletri
la bava di ramarro
il sangue di pipistrello
i vermi putrefatti
il sangue di drago
la polvere per volare
le caccole di topo
E ora che disponete di tutti i vocaboli e degli ingredienti necessari potrete divertirvi a scrivere la ricetta della vostra pozione magica preferita su un cartoncino a forma di zucca:
prendete un cartoncino arancione, piegatelo a metà e tracciate i contorni di una zucca aiutandovi (se lo avete) con un tagliabiscotti di questa forma. Adesso ritagliate la zucca stando attenti a lasciare unita una parte della piega. Disegnate occhi e bocca della zucca sulla parte esterna del bigliettino. All’interno scrivete la ricetta della vostra pozione magica senza dimenticare le quantità degli ingredienti espresse in grammi.
Gilgamesh
I Sumeri hanno iniziato la STORIA inventando la scrittura, per motivi pratici.
Ma la scrittura, per fortuna, non è servita solo a scrivere le leggi e registrare i commerci, e un autore (o autrice) rimasto sconosciuto ci ha regalato un bellissimo racconto che è arrivato fino a noi.
È la storia di Gilgamesh, un eroe bello, forte, potente e ricco, figlio di un re e di una dea, che ha tutto nella vita per essere felice, ma è giovane e inqueto e non si accontenta. Dal cielo gli viene mandato un aiuto, il tesoro più prezioso di ogni altro: un vero amico, dal nome Enkidu.
Ma Gilgamesh non è ancora appagato e parte con Enkidu in cerca di avventure.
Insieme all’amico uccide Humbaba, il mostro posto a guardia della foresta di cedri, che sputa fuoco e causa terribili inondazioni. I due tornano a casa contenti e vittoriosi, ma Enkidu muore.
Gilgamesh, che non accetta la morte del suo amico, comincia allora un lungo e disperato viaggio che lo porterà nel regno dei morti, dove incontrerà addirittura Unapishtim (il Noé sumero) che gli svelerà il segreto dell’eterna giovinezza. Gilgamesh non riuscirà a fare buon uso nemmeno di questo dono e tornerà a casa senza aver sconfitto la morte e senza eterna giovinezza, ma con un dono di inestimabile valore: la saggezza.
Questa bellissima storia, attualissima e che riesce a commuovere anche al giorno d’oggi, è stata scritta intorno al 2000 a.C.
Io l’ho letta insieme ai giovani alunni di italobimbi nella versione di Yiyun Li per la collana Save the story, pubblicata dalla Scuola Holden e la biblioteca di Repubblica-l’ Espresso.
Le attività che abbiamo fatto in classe.
Dopo aver parlato della storia dei sumeri, abbiamo giocato a cercare gli elementi comuni ai miti sumeri e alla Bibbia.
Con il gruppo 4- 6 anni e poi con quello 7-10 abbiamo mimato i verbi dei sumeri: scrivere, incidere, studiare, contare, costruire, cuocere il pane, cacciare, pregare, seminare, fare l’inchino, bastonare.
Con il gruppo 7-10 anni abbiamo fatto poi il “gioco dell’archeologo”. I nostri giovani allievi si sono trasformati in esperti archeologhi e hanno esaminato un reperto proveniente dagli scavi …della città di Ur. Ogni esimio professore ha fornito la sua convincente interpretazione riguardo alla storia dell’oggetto e alla sua modalità d’uso ai tempi dei Sumeri. E che fantasia!
I sumeri
Oggi con la macchina del tempo di Italobimbi abbiamo fatto un salto indietro e siamo tornati alla prima grande civiltà della storia di cui abbiamo notizia e che ci ha lasciato testimonianze scritte: i Sumeri.
I Sumeri crearono la prima civiltà stanziale dell'umanità, cioè furono tra tra i primi ad abbandonare una vita di continui viaggi alla ricerca di cibo e abitare stabilmente in un luogo fisso. E nei luoghi in cui si stabilirono, i sumeri costruirono città e templi, si dedicarono al commercio e soprattutto all'agricoltura.
Per fare tutte queste attività i sumeri avevano bisogno di organizzarsi alla perfezione, dovevano stabilire le leggi e soprattutto fare in modo di ricordarle bene, dovevano essere capaci di costruire le case (e i sumeri fabbricarono splendide abitazioni a due piani e altissimi templi che ricordavano le montagne in cui, secondo la loro religione, vivevano gli Dei), dovevano anche essere capaci di fare bene i conti e di registrare le transazioni. Fu allora che diedero vita a un'invenzione molto più rivoluzionaria dell'iPod, o l'iPad o la playstation 3, che anzi può essere considerata la madre di tutte queste future invenzioni: la scrittura.
I sumeri trovarono il modo per fissare per sempre tutto ciò che dicevano, o decidevano, o catalogavano e furono i primi a farlo. Dapprima facevano dei disegnini e poi cominciarono ad adoperare dei veri e propri simboli. Di simboli però ne crearono anche troppi, pensate che la scrittura sumerica comprendeva oltre settecento segni. Ci volevano anni e anni per impararla. Ed ecco che i sumeri crearono le scuole. E se voi oggi vi lamentate di quanto sia dura la vostra scuola e dei troppi compiti che dovete fare, leggete un po' cosa ci scrive da circa 3000 anni di distanza uno studente sumero:
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Quando mi alzavo presto la mattina,
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Gli alunni di Italobimbi sono rimasti colpiti dalla scuola del loro piccolo collega di tanti anni fa e hanno provato a immaginare di essere bambini sumeri. Questi sono brani tratti dai diari che hanno scritto in classe:
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Quando ero una bambina sumera a andavo a scuola, chiedevo alla mia mamma: "posso avere la colazione?" e la mamma diceva "Sicuro". Dopo la scuola andavo con i miei amici a vedere il mostro Humbaba, nostro amico."
Io mi sono svegliato e ho preso la mia colazione. Poi sono andato a scuola. Sono stato sempre bravo quindi non sono stato mai bastonato. Sono andato a casa, poi ho dormito.
Mi sono svegliato e sono andato in cucina e ho chiesto: mamma posso avere la colazione? Poi sono andato a scuola. Sono entrato e mi sono seduto. Il maestro ha detto "oggi facciamo matematica". Alla pausa sono uscito fuori e ho giocato con le biglie. Alla fine della scuola il maestro ha detto: "adesso si va a casa." Sono corso a casa e ho fatto i miei compiti. Papà ha chiesto: "come è andata a scuola?" E io ho detto: "bene, ho avuto tutto giusto." Poi dovevo andare a letto. Ero molto stanco, ma mi ero dimenticato di scrivere punto. Ho preso la mia tavoletta e ho scritto punto.
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