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Quando le lingue si mischiano: il code-switching

Fiore, acrilico, 5 anni

Bilingui: esperti o pigroni ? Il code-switching

La lingua è alla base della comunicazione e la sua scelta dipende da diversi fattori. Già in un contesto monolingue scegliamo di esprimerci con il dialetto o con la lingua standard a seconda della situazione o dell’interlocutore. All’interno della lingua standard, scegliamo il registro linguistico che più si addice alla situazione più familiare, più aulico, tecnico ecc. I bilingui hanno a disposizione tutto questo in (almeno) due lingue e la scelta viene fatta anche tenendo conto delle conoscenze linguistiche dell’interlocutore. Infatti, un bilingue si chiede se nel suo discorso potrà ricorrere ad un’altra lingua o meno. Quindi la prima scelta da operare è quella della lingua di base, poi se inserire altre lingue.

Questo fenomeno, conosciuto sotto il nome di code-switching, è molto comune tra i bilingui ed ha per lungo tempo goduto di pessima fama, essendo considerato un atto dovuto alla pura pigrizia e privo di correttezza grammaticale. Tuttavia, i linguisti, grazie ai loro studi, hanno rivalutato il fenomeno provando che non si tratta del frutto di casuali inserimenti sgrammaticati, ma anzi segue regole linguistiche molto rigide e richiede una buona competenza in entrambe le lingue (cfr.François Grosjean, “Bilingual: Life and reality”). Non si tratta dunque di negligenza, piuttosto è la dimostrazione della conoscenza di più lingue.

Come avviene?

Che si tratti di una parola o di un’intera frase, purché inserita in un discorso in un’altra lingua. Chiunque abbia una buona competenza in più di un idioma saprà di cosa parliamo. La tentazione di inserire una parola o addirittura un’intera frase in un’altra lingua è forte e se non lo si può fare perché l’interlocutore non capirebbe, a quel punto si fa fatica a trovare le parole giuste in sostituzione.

 

Ma perché succede?

Alcuni concetti si esprimono meglio in una lingua piuttosto che in un’altra. Quindi a volte il bilingue sente di poter esprimere un concetto con maggiore precisione usando una lingua diversa da quella scelta per la conversazione.

Il contenuto del discorso tratta aspetti conosciuti meglio in una determinata lingua. Questo può dipendere dalle personali esperienze di ognuno o da fattori esterni (come ad esempio il linguaggio tecnico è prevalentemente in inglese).

Riferire quanto detto da altri può rappresentare un buon motivo per farlo nella lingua in cui è avvenuto il discorso da riportare se l’interlocutore ne conosce la lingua, processo che altrimenti richiederebbe uno sforzo di traduzione da parte del parlante che non renderebbe completamente le sfumature e/o risulterebbe innaturale.

Inoltre, ci sono aspetti socio-comunicativi che possono spingere il parlante al code-switching per dare un tocco personale al proprio discorso, magari mostrando la propria competenza nell’altra lingua o persino per includere qualcuno nella conversazione. Una comunità può utilizzare la lingua ambientale per comunicare, ma puntualizzare alcune parti del discorso nella propria lingua di origine per sottolineare l’identità di appartenenza.

Avrete sicuramente sperimentato di discutere in un gruppo e di cambiare lingua all’avvicinarsi di un interlocutore che non capirebbe la lingua, per permettergli dunque di partecipare alla conversazione.

Oppure per escludere qualcuno. I bambini bilingui, ad esempio, posseggono un’arma potentissima per escludere qualcuno dalla conversazione: proprio il loro bilinguismo! Lo abbiamo già visto nel post sull’impatto psicologico del bilinguismo.

Persino nella letteratura......

esistono esempi di code-switching che inducono il lettore a calarsi in una prospettiva di multiculturalità e multietnicità. La letteratura multilingue sta vivendo una fase di espansione, poiché permette allo scrittore di dar voce a minoranze etniche, di (ri)valutare una minoranza linguistica, ma anche semplicemente di dare alla sua opera un respiro più ampio, di allargare gli orizzonti e di portare in primo piano realtà latenti. Già il nostro Montalbano non ha insegnato a tutti a conoscere e ad amare il siciliano?

Commenti  

 
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