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Lingue opache e lingue trasparenti

Fiore, mosaico, 4 anni

 

Cosa è importante sapere prima di intraprendere la strada dell'alfabetizzazione bilingue

Quando ci si accinge ad insegnare ad un bambino a leggere e scrivere in una lingua è necessario seguire un metodo efficace. E non tutti i metodi lo sono per tutte le lingue. Perché?

Uno dei  criteri fondamentali per definire il metodo adeguato da usare è la trasparenza o meno della lingua. La logopedista Elena Giordano, nell’intervista gentilmente rilasciata a Italobimbi, accenna alle lingue opache come fattori potenzialmente sfavorevoli in soggetti predisposti a disturbi della lettura e scrittura.

Ma cosa si intende esattamente per “trasparente” e “opaca”?

 

Si riferisce ad una caratteristica dell’ortografia. Una lingua in cui ad ogni grafema corrisponde un fonema si dice trasparente. Viceversa, quando a ciascun grafema possono corrispondere più fonemi si parla di ortografia opaca.

In parole povere una lingua trasparente si scrive come si legge.

Nel caso dell’italiano siamo di fronte ad una lingua sostanzialmente trasparente, poiché, tranne qualche eccezione, si legge come si scrive. Anche nel caso di certe particolarità specifiche della lingua, esistono regole precise per cui a determinati grafemi corrisponderanno sempre gli stessi fonemi. Infatti “gl” si legge sempre [ ʎ ].

Ci sono tuttavia lingue che presentano un’ortografia opaca e l’esempio tipico ne è l’inglese, in cui grafema e fonema non trovano rispondenza che in una minoranza di casi.

Il grado di trasparenza può variare da una lingua ad un’altra e la English Spelling Society ne propone un elenco, che tuttavia non è sempre pienamente condiviso, se si compare con la suddivisione operata invece dall’Associazione italiana dislessia.

Italiano vs. inglese: una storia di bambini

Sull’italiano sono tutti concordi: è una lingua trasparente! Lo affiancano lo spagnolo, il finlandese, l’ungherese, il serbocroato, pur con le loro peculiarità che non mancano di rappresentare ostacoli per l’apprendente.

Anche sull’inglese sono tutti concordi nel dire che si tratti di una lingua opaca. Altre lingue lo sono forse con gradi diversi. Controversa è la posizione dell’olandese che viene inserita tra le lingue opache dall’Associazione Italiana Dislessia, mentre l’English Spelling Society la definisce “piuttosto trasparente, se messa a confronto con altre lingue” .“rather transparent when compared to others”  

Sembra che la posizione del francese e del tedesco sia in mezzo.

Diversi studi si sono per questo concentrati su un’analisi contrastiva dei processi di apprendimento nelle due lingue che si trovano alle due estremità di questa scala: l’italiano e l’inglese.

E’ stato dimostrato che i bambini italiani imparano più velocemente grazie alla corrispondenza tra scrittura e pronuncia. Inoltre, i bambini italiani sono in grado di leggere parole nuove in base alla coerenza delle regole di lettura. I bambini inglesi, invece, impiegano molto più tempo ad imparare a leggere ed hanno la tendenza di imparare a memoria più fonemi possibili in vari contesti, in modo tale da avere a disposizione un bagaglio di informazioni che permetta loro di affrontare la lettura.

Grazie alle nuove tecnologie di neuroimmagine,  si è anche potuto dimostrare quanto affermato da un punto di vista neurologico, oltre che comportamentale. E’ stato infatti possibile evidenziare le aree del cervello impiegate nella lettura e ne è emerso che l’area interessata nei bambini italiani è quella preposta all’elaborazione dei fonemi, mentre l’area interessata nei bambini inglesi è quella preposta alla recupero di informazioni memorizzate.

 

Commenti  

 
0 #3 Alessandro 2013-11-17 23:22
Vivo in Olanda da tre anni. Dopo enormi difficoltà nell'apprendimento dell'olandese, ho scoperto di essere dislessico. Questo è l'unico punto certo. Per il resto il mio olandese naviga ancora in cattive acque. E per non stressarmi ci ho, forse, rinunciato.
La cosa più fastidiosa è che oltre ad avere difficoltà di memorizzazione, dei vocaboli, spesso quando ascolto e li riconosco quelli che ho interiorizzato, mi accorgo drammaticamente , che non attribuisco loro alcun significato.
Per adesso riesco a capire abbastanza gli amici semplicemente perché mi sono abituato alle loro voci, quindi al suono delle parole ma questo sistema non mi permette di comprendere una discussione tra più elementi, anche se amici. Pensate con quelli che non conosco o che emettono suoni dialettali.
Come ultima soluzione adesso mi sottopongo all'ascolto della radio mentre io sono intento a fare altro. Questo bagno cerebrale nella lingua, debbo dire che è molto meglio di mille lezioni dei pensatori lineari. Buon proseguimento!
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0 #2 Giovanna 2012-01-23 09:05
Merci Claudia de ton message. J'espère que mes recherches seront utiles à toi et à toutes personnes qui s'intéressent à l'apprentissage des langues! Bonne continuation!
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0 #1 Claudia Panato 2012-01-15 13:49
C'est un site très intéressant! Je suis contente de l'avoir découvert en tant qu'enseignant de langues étrangères! Bonne continuation!
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