se condividi i nostri obiettivi, sostienici !!!!!

Newsletter  

Ricevi aggiornamenti su attività e dal blog Bilinguismo:istruzioni per l'uso !

Italobimbi aderisce a  

Partner  

 

Colora le regioni italiane!

Disegni delle cartine dell'Italia da colorare

Programma 2012-2013 per i bambini delle classi elementari

PDFStampaE-mail

Il tema di quest’anno sarà la fiaba classica e moderna e i racconti e le poesie di autori italiani (non tradotti).

Leggeremo Pinocchio, le fiabe e filastrocche di Rodari, una versione per bambini del Milione di Marco Polo e i cappuccetti di Munari.

La lettura delle fiabe in classe permette al bambino, e ciò è ancor più valido per un bambino bilingue, di avvicinarsi a un testo e a scelte lessicali che attivamente ancora non padroneggia, ma che andranno a far parte della sua riserva passiva. Da un punto di vista lessicale ad esempio il bambino incontrerà vocaboli un po’ desueti, e arcaici, ma tuttora in uso in determinati contesti, vedi “tavola imbandita”, o ancora “locanda” o “abbecedario”. Inoltre da un punto di vista grammaticale, fiabe e racconti costituiscono il primo incontro con il passato remoto.

La stessa storia può essere raccontata a diversi livelli, o meglio a seconda dell’età, il bambino potrà interpretarla a livelli di significato sempre più profondi. Pinocchio, ad esempio, può essere oggetto di letture diverse, adatte ai bambini della scuola materna, ma anche a quelli della scuola elementare e delle medie, così come può costituire un corso monografico per i ragazzi che frequentano l’università. Per i più grandi permette un’introduzione all’analisi del testo: protagonista, antagonista, luogo, tempo, soddisfacimento del bisogno, ostacoli al soddisfacimento del bisogno, aiutanti. Questi elementi si ritrovano sia nella fiaba di Cenerentola, sia nei Promessi sposi.

Partendo dal testo i bambini, conformemente alla loro età e alle competenze già acquisite, cominceranno ad avvicinarsi alla produzione di elaborati scritti. Poiché per strutturare il pensiero correttamente è necessario imparare a riassumere un testo oralmente, svolgiamo in classe esercizi mirati. A volte ad esempio la maestra “dimentica” cosa è successo nelle puntate precedenti della storia o finge vuoti di memoria e la narra al contrario, in modo da spingere i  bambini a raccontarla in parole proprie - magari avventurandosi ad utilizzare il lessico appena acquisito - e al contempo saggiare  la loro comprensione e capacità di sintesi.

Una delle competenze fondamentali per formare i bambini alla lettura è la capacità di anticipazione del testo, ed ecco quindi la maestra che chiude le pagine del libro e chiede ai bambini di indovinare cosa succederà dopo.

L’attività di storytelling è completata da un laboratorio di scrittura, in cui i bambini, a seconda dell’età e delle competenze acquisite, cominciano a scrivere dei piccoli testi creativi mettendosi dal punto di vista dei vari personaggi della fiaba. I bambini che sanno già leggere e scrivere ad esempio hanno scritto la lettera della fata a Pinocchio, o quella di Pinocchio al suo papà.

Imparare a raccontare è una competenza che si acquista studiando la struttura del testo narrativo e la capacità di descrizione si acquisisce osservando come intervengono i nostri sensi nella narrazione. Per restare a Pinocchio insieme ai bambini abbiamo analizzato gli odori, i suoni, sapori e colori ed esperienze tattili che si possono trovare  nella casa della fata.

Un ostacolo cui fanno fronte i bambini bilingui è la mancanza di un lessico adeguato in italiano per le materie scolastiche studiate nella lingua dominante. I testi narrativi del programma di quest’anno sono stati scelti in modo da colmare alcune di queste lacune lessicali. Per esempio la storia di Marco Polo servirà anche da canovaccio per parlare di storia e geografia in italiano. Così come quando abbiamo letto Pinocchio abbiamo parlato dell’autore Carlo Collodi e accennato al Risorgimento, alla storia d’Italia e alla lingua italiana.

Il programma comprende anche una parte specifica di grammatica, ortografia e morfologia in cui  vengono affrontati i nessi più problematici dell’italiano (e quindi la distinzione tra c dolce e c dura, sc, gn, ecc..) e gli elementi costituitivi della frase (verbo, soggetto, ec…).  Poiché l’ortografia deve essere interiorizzata dai bambini e quindi la semplice spiegazione lascia il tempo che trova, i bambini fanno costantemente esercizi di scrittura e riscrittura delle paroline problematiche.

I  bambini della nostra scuola vengono da background linguistici molto differenti  e in alcune classi gli obiettivi non possono essere gli stessi per tutti,  pertanto per ogni bambino vengono fissati dall’insegnante obiettivi personalizzati a seconda delle competenze già acquisite e delle inclinazioni specifiche, al fine di motivarli e fortificare la loro autostima.

 

Ultimo aggiornamento Mercoledì 02 Gennaio 2013 18:37 Scritto da Daniela Mercoledì 02 Gennaio 2013 18:34
 

Gli Italo bimbi intervistano Giada Francia

PDFStampaE-mail

Gli Italo bimbi intervistano Giada Francia

 

Giada Francia è la simpatica autrice della serie Alex e Penny, due svegli e intraprendenti ragazzini alla scoperta delle bellezze artistiche e paesaggistiche del mondo.

L’abbiamo conosciuta sulla carta leggendo il suo primo libro: Alex e Penny in volo sull’Italia. I piccoli lettori si sono subito entusiasmati per le vicende di Alex e Penny e con l’occasione si sono anche appassionati alla geografia e alla storia dell’Italia. E qui bisogna fare una precisazione: i ragazzini di cui stiamo parlando sono dei piccoli Italians residenti a Lussemburgo che parlano diverse lingue oltre all’italiano e sono tutti scolarizzati in lingue diverse dall’italiano. Sono dei bilingui e in molto casi anche trilingui. La lettura di questo libro è stata per loro doppiamente importante, in primo luogo per la vicenda appassionante: due ragazzini gemelli con spiccate conoscenze storiche, informatiche e artistiche che, disposti a correre rischi e pericoli, si imbarcano in una mongolfiera supersonica per una emozionante caccia al tesoro che li porterà a visitare Genova, Torino, Milano, Venezia, Pisa, Firenze, Siena, Roma, Sardegna, Napoli, Pompei, Taormina, l’Etna. Ma l’avventura di Alex e Penny è stata anche un mezzo fantastico per studiare la storia e la geografia dell’Italia, paese delle loro radici culturali e affettive.

E quale non è stata la loro meraviglia quando hanno scoperto che l’autrice del libro era giovane, simpatica e anche accessibile via internet (blog:.quandofuoripiove.com)  e pronta a rispondere personalmente alle loro mille curiosità!

Questa è l’intervista che abbiamo preparato tutti insieme in classe con le risposte dell’autrice. A me è piaciuto in particolare quando Giada parla della scrittura, un mezzo magico che permette di fare diventare reale qualsiasi frutto della nostra immaginazione e chissà che qualche appassionato lettore non si lasci ispirare proprio da Alex e Penny per diventare da grande un appassionante scrittore?

Ultimo aggiornamento Venerdì 21 Settembre 2012 15:52 Scritto da Daniela Venerdì 21 Settembre 2012 15:06
   

Il fantastico mondo delle fiabe

PDFStampaE-mail

By Daniela

Cosa c’è di più semplice e ingenuo di una fiaba narrata a un bambino? Eppure dietro questa apparente semplicità si cela un mondo complesso di significati e simboli che fanno della fiaba una delle forme narrative più studiate. La fiaba è stata analizzata sotto diversi punti di vista. Nell’Ottocento le fiabe, che fino allora venivano tramandate oralmente,  sono state trascritte e studiate come parte fondamentale del patrimonio culturale del popolo. Autorevoli studiosi come i fratelli Grimm in Germania,  Afanasjev in Russia, e negli anni Cinquanta Italo Calvino in Italia, hanno dedicato anni alla raccolta e all’analisi delle fiabe.

La fiaba è stata studiata anche da una prospettiva psicanalitica, soprattutto da Bettelheim, che ha spiegato come per i bambini essa, veicolando significati palesi e velati, rappresenti un indispensabile strumento di crescita interiore che più di tante altre esperienze li prepara e li fortifica per la vita.

Da un punto di vista didattico la fiaba è un utile strumento per cominciare ad affrontare l’analisi del testo, poiché tutte le situazioni sono semplificate e i personaggi nettamente tratteggiati.

Lo studioso russo Vladimir Propp notò che sotto la loro apparente diversità le fiabe popolari di luoghi diversi presentavano le medesime strutture, che tendevano a ripetersi costantemente. Ne evidenziò per l’esattezza trentuno.

Ultimo aggiornamento Giovedì 20 Settembre 2012 17:47 Scritto da Daniela Martedì 08 Maggio 2012 09:43
   

Come appassionare i bambini all’ampliamento del vocabolario: preparate una “marmellata di parole”!

PDFStampaE-mail

marmellata di parole

By Daniela

Come insegnante e genitore avrete tutto l’interesse a stimolare i vostri figli alla lettura e sicuramente vi piacerebbe che i vostri figli imparassero tante nuove parole e  fossero felici poi di usarle.

Ecco una utile e simpatica ricetta che farà divertire voi e i bambini.

Ingredienti per un grande barattolo di marmellata di parole: un libro adatto all’età e ai gusti dei vostri interlocutori,  barattolo di marmellata vuoto, carta di differenti colori, forbici lisce e a zig zag.

Preparazione

Riunite i bambini in un cerchio attorno a voi e leggete la storia una prima volta. Poi rileggetela chiedendo ai bambini di concentrarsi sulle parole, quelle che non conoscono, quelle buffe, quelle che mettono loro paura, quelle dolci e tenere.

Ogni volta che durante la lettura incontrerete una parola che per un motivo o un altro piace ai bambini, vi fermerete e loro riscriveranno la parola su un bigliettino di carta ritagliato da loro. Potranno scriverla sul cartoncino rosa se si tratta di una parola dolce, su un cartoncino giallo se fa paura, ecc…

Mettete tutte le parole nel barattolo. Alla fine preparate un’etichetta con la scritta “marmellata di parole”.

Si tratta di un esercizio utile per l’arricchimento del vocabolario, per esercitarsi con l’ortografia e per stimolare la creatività.

Le parole raccolte serviranno poi per confezionare una crostata o un pasticcio di parole…. cioè una storia…!

Questa è una delle tantissime attività con i libri, che ho letto in un bellissimo libro di Philippe Brasseur, 1001 attività per raccontare, esplorare, giocare e creare con i libri, edito dalla Lapis. Un libro che insegna ad amare i libri.

Scritto da Daniela Giovedì 19 Gennaio 2012 09:56
   

Come si rivede un testo

PDFStampaE-mail

Forse vi sorprenderà, ma la parte più importante della scrittura di un testo è la revisione!

Ecco i consigli di Italo per rivedere i vostri testi.

Una volta preparato uno schema di quello che volete scrivere, durante la stesura vera e propria  potete lasciarvi andare e mettere liberamente su carta tutti i vostri pensieri. Specialmente se scrivete al computer, non abbiate paura di scrivere troppo.

Poi alzatevi, chiudete il vostro documento, o chiudete il quaderno su cui state scrivendo e fate una pausa, meglio una passeggiata.

Dopo un po’ risedetevi alla scrivania. Riprendete il vostro testo e guardatelo con occhio critico, molto critico.

1)    Correggete gli errori. Scappano sempre a tutti. Controllate le doppie, gli apostrofi, gli eventuali calchi linguistici.

 

2)   Attenti ai tempi. Decidete una volta per tutte se state usando il tempo presente o passato. Non cominciate una frase con il presente, per poi terminare a tradimento con il passato.

 

3)   Usate un buon dizionario dei sinonimi. Questo tipo di dizionario è il vostro migliore alleato. Eviterete di usare la parola “amici” 50 volte in un testo.  Perché il vostro stile sia istantaneamente più elegante e scorrevole imparate a lavorare con i sinonimi. Quindi via libera a: compagni, alleati, ragazzi, ecc…

 

4)   Usate parole specifiche al posto delle parole più comuni. Ad esempio al posto di “scrivere un contratto” utilizzate l’espressione “redigere un contratto”. Alcune parole si attraggono l’una con l’altra in modi consolidati dall’uso linguistico. Queste “attrazioni” si chiamano combinazioni lessicali.

 

5)      Evitate anche le ripetizioni degli stessi concetti, seppur con altre parole. Tagliate e sfrondate senza pietà. Non è raro che i grandi scrittori riempiano pagine su pagine durante la giornata, per poi cancellare quasi tutto e ottenere una sola paginetta la sera.

Scritto da Daniela Lunedì 28 Novembre 2011 17:13
   

Pagina 1 di 3

<< Inizio < Prec. 1 2 3 Succ. > Fine >>
   
| Mercoledì, 23. Aprile 2014 || Joomla || Web Agency: Dazo.it Template: LernVid.com |