Il fantastico mondo delle fiabe

By Daniela
Cosa c’è di più semplice e ingenuo di una fiaba narrata a un bambino? Eppure dietro questa apparente semplicità si cela un mondo complesso di significati e simboli che fanno della fiaba una delle forme narrative più studiate. La fiaba è stata analizzata sotto diversi punti di vista. Nell’Ottocento le fiabe, che fino allora venivano tramandate oralmente, sono state trascritte e studiate come parte fondamentale del patrimonio culturale del popolo. Autorevoli studiosi come i fratelli Grimm in Germania, Afanasjev in Russia, e negli anni Cinquanta Italo Calvino in Italia, hanno dedicato anni alla raccolta e all’analisi delle fiabe.
La fiaba è stata studiata anche da una prospettiva psicanalitica, soprattutto da Bettelheim, che ha spiegato come per i bambini essa, veicolando significati palesi e velati, rappresenti un indispensabile strumento di crescita interiore che più di tante altre esperienze li prepara e li fortifica per la vita.
Da un punto di vista didattico la fiaba è un utile strumento per cominciare ad affrontare l’analisi del testo, poiché tutte le situazioni sono semplificate e i personaggi nettamente tratteggiati.
Lo studioso russo Vladimir Propp notò che sotto la loro apparente diversità le fiabe popolari di luoghi diversi presentavano le medesime strutture, che tendevano a ripetersi costantemente. Ne evidenziò per l’esattezza trentuno.
Come appassionare i bambini all’ampliamento del vocabolario: preparate una “marmellata di parole”!

By Daniela
Come insegnante e genitore avrete tutto l’interesse a stimolare i vostri figli alla lettura e sicuramente vi piacerebbe che i vostri figli imparassero tante nuove parole e fossero felici poi di usarle.
Ecco una utile e simpatica ricetta che farà divertire voi e i bambini.
Ingredienti per un grande barattolo di marmellata di parole: un libro adatto all’età e ai gusti dei vostri interlocutori, barattolo di marmellata vuoto, carta di differenti colori, forbici lisce e a zig zag.
Preparazione
Riunite i bambini in un cerchio attorno a voi e leggete la storia una prima volta. Poi rileggetela chiedendo ai bambini di concentrarsi sulle parole, quelle che non conoscono, quelle buffe, quelle che mettono loro paura, quelle dolci e tenere.
Ogni volta che durante la lettura incontrerete una parola che per un motivo o un altro piace ai bambini, vi fermerete e loro riscriveranno la parola su un bigliettino di carta ritagliato da loro. Potranno scriverla sul cartoncino rosa se si tratta di una parola dolce, su un cartoncino giallo se fa paura, ecc…
Mettete tutte le parole nel barattolo. Alla fine preparate un’etichetta con la scritta “marmellata di parole”.
Si tratta di un esercizio utile per l’arricchimento del vocabolario, per esercitarsi con l’ortografia e per stimolare la creatività.
Le parole raccolte serviranno poi per confezionare una crostata o un pasticcio di parole…. cioè una storia…!
Questa è una delle tantissime attività con i libri, che ho letto in un bellissimo libro di Philippe Brasseur, 1001 attività per raccontare, esplorare, giocare e creare con i libri, edito dalla Lapis. Un libro che insegna ad amare i libri.
Come si rivede un testo

Forse vi sorprenderà, ma la parte più importante della scrittura di un testo è la revisione!
Ecco i consigli di Italo per rivedere i vostri testi.
Una volta preparato uno schema di quello che volete scrivere, durante la stesura vera e propria potete lasciarvi andare e mettere liberamente su carta tutti i vostri pensieri. Specialmente se scrivete al computer, non abbiate paura di scrivere troppo.
Poi alzatevi, chiudete il vostro documento, o chiudete il quaderno su cui state scrivendo e fate una pausa, meglio una passeggiata.
Dopo un po’ risedetevi alla scrivania. Riprendete il vostro testo e guardatelo con occhio critico, molto critico.
1) Correggete gli errori. Scappano sempre a tutti. Controllate le doppie, gli apostrofi, gli eventuali calchi linguistici.
2) Attenti ai tempi. Decidete una volta per tutte se state usando il tempo presente o passato. Non cominciate una frase con il presente, per poi terminare a tradimento con il passato.
3) Usate un buon dizionario dei sinonimi. Questo tipo di dizionario è il vostro migliore alleato. Eviterete di usare la parola “amici” 50 volte in un testo. Perché il vostro stile sia istantaneamente più elegante e scorrevole imparate a lavorare con i sinonimi. Quindi via libera a: compagni, alleati, ragazzi, ecc…
4) Usate parole specifiche al posto delle parole più comuni. Ad esempio al posto di “scrivere un contratto” utilizzate l’espressione “redigere un contratto”. Alcune parole si attraggono l’una con l’altra in modi consolidati dall’uso linguistico. Queste “attrazioni” si chiamano combinazioni lessicali.
5) Evitate anche le ripetizioni degli stessi concetti, seppur con altre parole. Tagliate e sfrondate senza pietà. Non è raro che i grandi scrittori riempiano pagine su pagine durante la giornata, per poi cancellare quasi tutto e ottenere una sola paginetta la sera.
Il dizionarietto della strega

Il dizionarietto della strega e la pozione magica (per ampliare il vocabolario dei bambini)
Fine ottobre, tempo di streghe e fantasmi. Stiamo pensando ad Halloween, festa di tradizione americana, o meglio una festa di origine celtica, arrivata in America con gli emigranti europei e poi riesportata nella vecchia Europa negli ultimi anni. Quale migliore occasione per ampliare il vocabolario dei bambini facendo far loro conoscenza di termini arcaici e un po’ desueti che esulano dal loro vocabolario quotidiano e familiare? (E a che ci siamo li faremo anche esercitare con plurale e singolare dei termini imparati).
Il nostro Italo ha preparato un dizionarietto per apprendisti streghe e stregoni, di indubbia utilità per chi vorrà cimentarsi nella preparazione di intrugli e pozioni magiche.
I tipi di strega
la strega/ le streghe
lo stregone / gli stregoni
il mago/ i maghi
la maga / le maghe
L’attrezzatura della strega
il calderone / i calderoni
il pentolone/ i pentoloni
la scopa / le scope
il libro degli incantesimi
la pozione magica / le pozioni magiche
Gli animali da compagnia della strega
il pipistrello / i pipistrelli
il ragno / i ragni
il gatto nero / i gatti neri
la rana / le rane
Dentro l’armadio della strega
il cappello a punta / i cappelli a punta
il mantello / i mantelli
le scarpacce vecchie e rovinate
le calze a righe gialle e nere
Dentro la dispensa della strega
la zucca /le zucche
lo scheletro / gli scheletri
la bava di ramarro
il sangue di pipistrello
i vermi putrefatti
il sangue di drago
la polvere per volare
le caccole di topo
E ora che disponete di tutti i vocaboli e degli ingredienti necessari potrete divertirvi a scrivere la ricetta della vostra pozione magica preferita su un cartoncino a forma di zucca:
prendete un cartoncino arancione, piegatelo a metà e tracciate i contorni di una zucca aiutandovi (se lo avete) con un tagliabiscotti di questa forma. Adesso ritagliate la zucca stando attenti a lasciare unita una parte della piega. Disegnate occhi e bocca della zucca sulla parte esterna del bigliettino. All’interno scrivete la ricetta della vostra pozione magica senza dimenticare le quantità degli ingredienti espresse in grammi.
Gilgamesh
I Sumeri hanno iniziato la STORIA inventando la scrittura, per motivi pratici.
Ma la scrittura, per fortuna, non è servita solo a scrivere le leggi e registrare i commerci, e un autore (o autrice) rimasto sconosciuto ci ha regalato un bellissimo racconto che è arrivato fino a noi.
È la storia di Gilgamesh, un eroe bello, forte, potente e ricco, figlio di un re e di una dea, che ha tutto nella vita per essere felice, ma è giovane e inqueto e non si accontenta. Dal cielo gli viene mandato un aiuto, il tesoro più prezioso di ogni altro: un vero amico, dal nome Enkidu.
Ma Gilgamesh non è ancora appagato e parte con Enkidu in cerca di avventure.
Insieme all’amico uccide Humbaba, il mostro posto a guardia della foresta di cedri, che sputa fuoco e causa terribili inondazioni. I due tornano a casa contenti e vittoriosi, ma Enkidu muore.
Gilgamesh, che non accetta la morte del suo amico, comincia allora un lungo e disperato viaggio che lo porterà nel regno dei morti, dove incontrerà addirittura Unapishtim (il Noé sumero) che gli svelerà il segreto dell’eterna giovinezza. Gilgamesh non riuscirà a fare buon uso nemmeno di questo dono e tornerà a casa senza aver sconfitto la morte e senza eterna giovinezza, ma con un dono di inestimabile valore: la saggezza.
Questa bellissima storia, attualissima e che riesce a commuovere anche al giorno d’oggi, è stata scritta intorno al 2000 a.C.
Io l’ho letta insieme ai giovani alunni di italobimbi nella versione di Yiyun Li per la collana Save the story, pubblicata dalla Scuola Holden e la biblioteca di Repubblica-l’ Espresso.
Le attività che abbiamo fatto in classe.
Dopo aver parlato della storia dei sumeri, abbiamo giocato a cercare gli elementi comuni ai miti sumeri e alla Bibbia.
Con il gruppo 4- 6 anni e poi con quello 7-10 abbiamo mimato i verbi dei sumeri: scrivere, incidere, studiare, contare, costruire, cuocere il pane, cacciare, pregare, seminare, fare l’inchino, bastonare.
Con il gruppo 7-10 anni abbiamo fatto poi il “gioco dell’archeologo”. I nostri giovani allievi si sono trasformati in esperti archeologhi e hanno esaminato un reperto proveniente dagli scavi …della città di Ur. Ogni esimio professore ha fornito la sua convincente interpretazione riguardo alla storia dell’oggetto e alla sua modalità d’uso ai tempi dei Sumeri. E che fantasia!
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