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I sumeri

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Oggi con la macchina del tempo di Italobimbi abbiamo fatto un salto indietro e siamo tornati alla prima grande civiltà della storia di cui abbiamo notizia e che ci ha lasciato testimonianze scritte: i Sumeri.

I Sumeri crearono la prima civiltà stanziale dell'umanità, cioè furono tra  tra i primi ad abbandonare una vita di continui viaggi alla ricerca di cibo e abitare stabilmente in un luogo fisso. E nei luoghi in cui si stabilirono, i sumeri costruirono città e templi, si dedicarono al commercio e soprattutto all'agricoltura.

Per fare tutte queste attività i sumeri avevano bisogno di organizzarsi alla perfezione, dovevano stabilire le leggi e soprattutto fare in modo di ricordarle bene, dovevano essere capaci di costruire le case (e i sumeri fabbricarono splendide abitazioni a due piani e altissimi templi  che ricordavano le montagne in cui, secondo la loro religione, vivevano gli Dei), dovevano anche essere capaci di fare bene i conti e di registrare le transazioni.  Fu allora che diedero vita a un'invenzione molto più rivoluzionaria dell'iPod, o l'iPad o la playstation 3, che anzi può essere considerata la madre di tutte queste future invenzioni: la scrittura.

I sumeri trovarono il modo per fissare per sempre tutto ciò che dicevano, o decidevano, o catalogavano e furono i primi a farlo. Dapprima facevano dei disegnini e poi cominciarono ad adoperare dei veri e propri simboli. Di simboli però ne crearono anche troppi, pensate che la scrittura sumerica comprendeva oltre settecento segni. Ci volevano anni e  anni per impararla. Ed ecco che i sumeri crearono le scuole. E se voi oggi vi lamentate di quanto sia dura la vostra scuola e dei troppi compiti che dovete fare, leggete un po' cosa ci scrive da circa 3000 anni di distanza uno studente sumero:

 

Quando mi alzavo presto la mattina,
andavo da mia madre e le dicevo:
"Dammi la colazione, devo andare a scuola!"
Mia madre mi dava due focacce e io uscivo;
mia madre mi dava due focacce e io andavo a scuola.
A scuola l'incaricato della puntualità diceva:
"Perché sei in ritardo?"
Io ero impaurito e il cuore mi batteva,
entravo davanti al mio maestro e facevo l'inchino.
Il mio direttore leggeva la mia tavoletta, diceva:
"Ci manca qualcosa", mi bastonava.
L'incaricato del silenzio diceva:
"Perché parlavi senza permesso?", mi bastonava.
L'incaricato della condotta diceva:
"Perché ti sei alzato senza permesso?", mi bastonava.
L'incaricato della frusta diceva:
"Perché hai preso questo senza permesso?", mi bastonava.
L'incaricato di sumerico diceva:
"Perché non hai parlato sumerico?", mi bastonava.
Il mio maestro diceva:
"La tua mano non è buona", mi bastonava.

 

 

Gli alunni di Italobimbi sono rimasti colpiti dalla scuola del loro piccolo collega di tanti anni fa e hanno provato a immaginare di essere bambini sumeri. Questi sono brani tratti dai diari che hanno scritto in classe:

Quando ero una bambina sumera a andavo a scuola, chiedevo alla mia mamma: "posso avere la colazione?" e la mamma diceva "Sicuro". Dopo la scuola andavo con i miei amici a vedere il mostro Humbaba, nostro amico."

 

Io mi sono svegliato e ho preso la mia colazione. Poi sono andato a scuola. Sono stato sempre bravo quindi non sono stato mai bastonato. Sono andato a casa, poi ho dormito.

 

Mi sono svegliato e sono andato in cucina e ho chiesto: mamma posso avere la colazione? Poi sono andato a scuola. Sono entrato e mi sono seduto. Il maestro ha detto "oggi facciamo matematica".

Alla pausa sono uscito fuori e ho giocato con le biglie.

Alla fine della scuola il maestro ha detto: "adesso si va a casa."

Sono corso a casa e ho fatto i miei compiti. Papà ha chiesto: "come è andata a scuola?"  E io ho detto: "bene, ho avuto tutto giusto."

Poi dovevo andare a letto. Ero molto stanco, ma mi ero dimenticato di scrivere punto. Ho preso la mia tavoletta e ho scritto punto.

 

 

   
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